10/4/2009
Oggi un albergo ad Alcatraz, domani un ostello a Guantanamo. Le villette degli orrori in bed & breakfast e su Erode un bel parco tematico. L’assassinio di John Kennedy è un musical a Broadway, si però potevan metterli dei cuscini un po’ più morbidi... Oggi in campeggio a Neanderthal, domani le terme a Chernobyl. Hiroshima a pagamento come Disneyland con dei prezzi un po’ più ragionevoli ma è un affare se consideri che ho bevuto più del solito, c’è un pacchetto di coriandoli col sacchetto per il vomito.
Mi sembra impossibile da non capire, è come vivere in un pesce d’aprile; è sempre bellissima la cicatrice che mi ricorderà di essere stato felice.
Un sole color clinica tra le nuvole, bende da togliere, all’unisono si aprono i cancelli che sei già dentro e ormai non puoi scendere dalle ruote panoramiche si riprendono anche i crimini che finiscono su internet fra lo sport e gli spettacoli. Mi sembra impossibile da non capire, qui è come vivere dentro un pesce d’aprile.
È un gusto difficile da definire è commestibile o invece mi uccide?
“E andiamo, e andiamo, e andiamo, e andiamo, e andiamo...” Dov’è che andiamo? “Nelle sabbie mobili a smaltire cellulite!”
E stiamo, e stiamo, e stiamo, e stiamo... fermi in coda immobili e lontani dalle uscite...
Mi sembra impossibile voglio capire, è come vivere in un pesce d’aprile.
Divento insensibile devo dormire, conto le pecore con in mano un fucile.
(Samuele Bersani)